Dai semafori che creano energia alla trascrizione tecnologica per studenti sordi: alla Cte sei progetti per il futuro di Roma
- Camilla Palladino
- 5 dic 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Sono stati presentati nel pomeriggio di giovedì 5 dicembre alla Casa delle tecnologie emergenti (Cte), all'interno della stazione Tiburtina, i sei progetti di trasferimento tecnologico realizzati grazie alla collaborazione tra università, imprese e istituzioni

Dai semafori che generano energia alla biblioteca digitale per i bambini. Sono stati presentati nel pomeriggio di giovedì 5 dicembre alla Casa delle tecnologie emergenti (Cte), all'interno della stazione Tiburtina, i sei progetti di trasferimento tecnologico realizzati grazie alla collaborazione tra università, imprese e istituzioni con l'obiettivo di trasformare Roma in un punto di riferimento per sostenibilità e tecnologia. Fulcro dell'iniziativa è il metodo collaborativo che ha visto nascere i progetti unendo ricerca accademica, competenze imprenditoriali e il supporto strategico della Cte, interamente promossa dall'assessorato capitolino alle Attività produttive e pari opportunità.
La seconda edizione del percorso di trasferimento tecnologico alla Cte
Si tratta della seconda edizione del percorso di trasferimento tecnologico, un'iniziativa coordinata da Innova srl in qualità di partner tecnico, che non solo promuove la collaborazione tra startup, piccole e medie imprese e università romane (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e Luiss), ma trasferisce conoscenze dall’ambito accademico direttamente alle pmi. Competenze che trovano poi applicazione concreta all’interno della Cte, dove l'obiettivo è rispondere alle sfide ambientali, sociali ed economiche di una grande città come la Capitale.
«La Cte rappresenta un modello di innovazione collaborativa, dove lo scambio di competenze tra università, imprese e istituzioni crea le basi per risposte concrete ai bisogni della città», commenta l’assessora capitolina alle Attività produttive e alle pari opportunità Monica Lucarelli. «I sei progetti presentati oggi - prosegue - dimostrano come l'innovazione prenda forma dalla capacità di connettere visione strategica, competenze e creatività. La Cte è un esempio di come Roma possa diventare un punto di riferimento per le città più intelligenti, inclusive e sostenibili».
I sei progetti per il futuro tecnologico e sostenibile di Roma
Ma quali sono i sei progetti? C'è AstraKode, in grado di tracciare i dati relativi al processo di raccolta, trasporto e smaltimento degli oli esausti sul territorio del comune di Roma e della Regione Lazio. C'è Fliklab che ha creato Furobi, un’app di biblioteca digitale per bambini che unisce gioco, cultura e accessibilità per promuovere l'amore per la lettura e l'inclusione. Poi c'è Leonardo progetti, che con il suo Smart traffic system off-grid propone semafori evoluti che generano energia dal traffico tramite piastre piezoelettriche o asfalto intelligente, alimentando infrastrutture urbane come illuminazione pubblica e punti di ricarica (a Roma si prevede l’installazione di prototipi in aree ad alta densità di traffico).
E ancora, c'è Pedius: tecnologia di trascrizione e mappe concettuali per rendere l'educazione inclusiva, rivolgendosi a studenti sordi, con disabilità o difficoltà di apprendimento. C'è Titan4, che analizza le immagini satellitari offrendo soluzioni precise e scalabili per il monitoraggio ambientale di infrastrutture critiche come ponti e acquedotti, migliorandone sicurezza e sostenibilità. Infine c'è Italian remote sensing srl, specializzata in telerilevamento aereo con sensori avanzati come Lidar e camere iperspettrali, propone l'uso della blockchain per certificare l'integrità e la tracciabilità dei dati, garantendo sicurezza, trasparenza e gestione dei diritti tramite smart contract.
Lucarelli: «Tradurre le conoscenze accademiche in soluzioni concrete migliora la qualità della vita»
«La Cte è uno spazio di confronto e collaborazione, una piattaforma in cui ricerca, visione strategica e imprenditorialità si uniscono per affrontare le sfide di una metropoli contemporanea», aggiunge Lucarelli. E conclude: «La vera forza di questo approccio sta nella capacità di tradurre le conoscenze accademiche in soluzioni concrete, migliorando la qualità della vita dei cittadini e rafforzando il tessuto economico e sociale della città. Roma si conferma così un punto di riferimento nazionale e internazionale per l'innovazione responsabile, dimostrando che il modello sperimentale dalla Cte è replicabile e scalabile, e che tecnologia e sostenibilità sono i pilastri di una strategia di sviluppo inclusiva e integrata».











