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Porto crocieristico di Fiumicino, inondato il Ministero dell'Ambiente di osservazioni pubbliche sulle criticità del progetto

  • Giacomo Zito
  • 25 giu 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Comune si defila, le associazioni insorgono: critiche alle procedure, all’impatto ambientale e alle carenze infrastrutturali del progetto nelle osservazioni pubbliche inviate nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale

tavoli del porto fiumicino
(Tavoli del porto)

Si fanno trovare prontissime le associazioni legate dal Comitato di Tavoli del porto e contrarie alla realizzazione dello scalo crocieristico a Fiumicino quando, il 16 maggio, il Ministero dell'Ambiente ha riaperto i termini per la presentazione delle osservazioni pubbliche nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sul contestato progetto.


Un'ondata di osservazioni è stata quindi inviata in contestazione all'opera, in merito a quanto riguarda non solo l'impatto ambientale ma anche quello sui trasporti, l'impatto sociale del turismo di massa o ancora sulla fattibilità ingegneristica del progetto stesso.


A far discutere è inoltre l’assenza del Comune, che questa volta ha scelto di non firmare alcuna osservazione, lasciando campo libero alla società proponente, Fiumicino Waterfront, per la stesura dei documenti. Una "rinuncia al ruolo istituzionale", si legge nel comunicato della rete Tavoli del porto, che viene definita «gravissima».


Una valanga di osservazioni contro il progetto

Il comunicato elenca quindi le 13 osservazioni presentate al Mite tra il 29 maggio e il 9 giugno, che mettono sotto accusa l’intero impianto progettuale, sollevando numerose criticità procedurali e ambientali.


Sul piano tecnico, Scienza Radicata evidenzia la scarsa attendibilità delle stime sul tasso di insabbiamento, che implicherebbero interventi continui di dragaggio e impatti sull’equilibrio marino. Forte preoccupazione anche per la Zona Speciale di Conservazione dietro il Faro, secondo ANBA APS e l’esperta Maria Rosaria Tucci, la cui tutela sarebbe compromessa.


Salute, inquinamento e turismo di massa

Le preoccupazioni non si fermano all’ambiente. Cittadinanza Attiva solleva seri dubbi sugli effetti dell’inquinamento sulla salute pubblica, parlando di violazione del principio di precauzione sancito dall’articolo 191 del Trattato sul Funzionamento dell’UE, e chiede l’intervento diretto del Ministero della Salute.


L’Unione Inquilini si concentra invece sull’impatto sociale del turismo crocieristico di massa, denunciando la mancanza di una valutazione dell’impatto sociale e gli effetti nocivi sulle abitazioni popolari e i residenti di Passo della Sentinella, esposti alle emissioni delle navi ormeggiate.


Paesaggio e beni culturali: una ferita aperta

Il progetto continua a prevedere due giganteschi edifici – equivalenti per estensione a otto campi da calcio – che comprometterebbero irrimediabilmente la visuale sul mare. Secondo Carteinregola, queste strutture violano le norme paesaggistiche regionali e nazionali. Sulla stessa linea Italia Nostra Litorale Romano, che parla di uno «sfregio al paesaggio costiero».


Anche i Bilancioni, strutture identitarie storiche, rischiano la demolizione e una ricostruzione in «stile scandinavo», ritenuta arbitraria e irrispettosa dalla ARCI Roma e dal Collettivo No Porto, che ne denunciano la cancellazione della memoria e della socialità locale, chiedendo che venga rispettata la tutela prescritta dal Ministero della Cultura.


Infrastrutture insufficienti, fondi azzerati

Carenze anche sul piano della mobilità. L’Osservatorio Regionale sui Trasporti e l’associazione Fuoripista, con il contributo del professor Francesco Filippi (Università La Sapienza), sottolineano l’assenza di collegamenti ferroviari e la non realizzabilità delle opere previste in tempi utili, dato che i fondi per le linee metropolitane sono stati dirottati sul ponte sullo Stretto di Messina, come voluto dall'attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il prof. Pietro Spirito richiama poi l’attenzione sull’incompatibilità normativa di un porto crocieristico privato con la legge 84/94.


Il comunicato della rete di associazioni termina quindi con un appello a nuove mobilitazioni: «Se non fosse ancora chiaro – è il messaggio di David Di Bianco, portavoce del Comitato Tavoli del Porto – non ci facciamo spaventare dalle forzature sulle procedure in corso. Invitiamo i cittadini a unirsi a noi nelle prossime iniziative e manifestazioni popolari che saranno presto annunciate».

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