Roma è la seconda città più cara d'Italia, aumento dei prezzi sfiora i 400 euro all'anno per famiglia
- Redazione La Capitale

- 28 nov 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 29 nov 2024
Con un’inflazione che tocca il 1,5%, la Capitale registra un’impennata dei costi della vita, tra rincari di alimentari, frutta e verdura e il caffè che potrebbe arrivare a 1,40 euro al bar

Roma è la seconda città più cara d'Italia, con rincari che toccano quota 388 euro all'anno per una famiglia media. A segnare questo primato è l’Unione Nazionale Consumatori, che, sulla base dei dati Istat sull'inflazione, ha evidenziato l’aumento del costo della vita nella Capitale. Con un incremento dell'1,5 per cento a ottobre, Roma si colloca al quarto posto nella classifica nazionale delle città con la maggiore inflazione, subito dopo Bolzano. Un risultato che porta a un aumento significativo del carrello della spesa: 201 euro in più in un anno, con un incremento di 176 euro considerando solo gli alimentari e le bevande analcoliche.
«Effetto Giubileo»
Vincenzo Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha sottolineato che l'effetto Giubileo potrebbe ancora far lievitare i prezzi. «Il Giubileo non è ancora iniziato e, nonostante ciò, l’inflazione di ottobre a Roma fa già un balzo impressionante», ha dichiarato Dona, mettendo in evidenza come la Capitale sia ormai al centro di un rialzo dei costi che non sembra destinato a fermarsi. «Se il buongiorno si vede dal mattino… andiamo male», ha aggiunto, parlando di un «effetto Giubileo» che potrebbe colpire anche i romani, non solo i turisti.
Aumenti nei mercati, frutta e verdura tra i prodotti più colpiti
Uno degli ambiti maggiormente colpiti dai rincari riguarda i prezzi dei prodotti freschi, come frutta e verdura, che negli ultimi mesi hanno subito aumenti anche considerevoli. Secondo i dati del Centro Agroalimentare di Roma (CAR), alcuni prodotti all’ingrosso hanno visto aumenti notevoli: le mele golden, ad esempio, sono aumentate del 33 per cento, mentre i carciofi hanno visto un rincaro del 45 per cento, passando da 0,80 a 1,16 euro l’uno. Anche i finocchi hanno subito aumenti simili, sono aumentati del 86 per cento, mentre il prezzo dei cavoli e dei broccoli è salito del 44 per cento.
Tuttavia, secondo Massimo Pallottini, direttore del CAR, sebbene le fluttuazioni dei prezzi all’ingrosso siano significative, la filiera agroalimentare ha cercato di assorbire questi aumenti per evitare che si riflettano troppo sul prezzo finale al consumatore. Ma la realtà sui banchi dei mercati rionali racconta una storia diversa. Come spiega Valter Papetti, presidente degli ambulanti di Confcommercio, i prezzi al dettaglio sono aumentati notevolmente. «La verdura oggi è intorno ai 2 euro al chilo, mentre prima si pagava 1 euro o 0,90», afferma Papetti, che ammette un aumento del 40-50 per cento per le clementine, nonostante il loro calo all'ingrosso.
Supermercati e discount, la scelta dei consumatori
Con l’aumento dei prezzi, sempre più famiglie romane si rivolgono ai discount, alla ricerca di prezzi più contenuti. Secondo Marco Annarumi, vicepresidente di Confesercenti e presidente nazionale di Federdistribuzione, non ci sono stati aumenti eccessivi sugli alimentari nei supermercati, ma il potere di acquisto delle famiglie è diminuito. Questo ha portato molti consumatori a fare acquisti nei discount e a ridurre progressivamente gli scontrini durante il mese.
«I consumatori scelgono il discount»
«L’aumento dei prezzi non è stato eccessivo, massimo intorno al 3-4 per cento per la maggior parte dei prodotti, ma il potere di acquisto delle famiglie è sceso, e i consumatori si stanno orientando sempre più verso i discount», spiega Annarumi. Le famiglie, quindi, tendono a spendere meno, soprattutto quando si avvicina la fine del mese.
Un caffè al bar a 1,40 euro: l'effetto dei rincari sulle bevande
Un altro prodotto di consumo quotidiano che sta subendo aumenti significativi è il caffè. A causa dell'aumento del costo del caffè crudo, anche la tazzina al bar potrebbe vedere aumenti nei prossimi mesi. Il costo all’ingrosso del caffè è aumentato di 3 euro al chilo, il che porterà probabilmente a un aumento del prezzo della tazzina, che attualmente costa in media 1,20 euro a Roma. «Probabilmente il prezzo salirà a 1,30 o 1,40 euro», afferma Sergio Paolantoni, presidente di Fipe Confcommercio. Anche Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti, conferma che i costi delle torrefazioni potrebbero aumentare, con conseguenti ripercussioni sui prezzi finali per i consumatori.










