Investito da un’auto a Rebibbia, muore in ospedale: ancora ignota l’identità della vittima
- Redazione La Capitale

- 1 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Roma, il dramma in via Tiburtina: continuano a salire i pedoni morti nella Capitale nel 2025

Un altro dramma della strada si è consumato nella serata di ieri, martedì 30 aprile, nella zona est della Capitale. Un uomo è stato travolto da un'auto all’incrocio tra via Tiburtina e via Raffaele Majetti, nei pressi del quartiere Rebibbia. L’impatto è avvenuto intorno alle 23:30, quando un’auto DR, guidata da un 39enne italiano, ha investito un pedone che si trovava in prossimità dell’intersezione.
La vittima, priva di documenti e ancora non identificata, è stata immediatamente trasportata in gravi condizioni all’ospedale Sandro Pertini, dove purtroppo è deceduta poche ore dopo. Sul posto sono intervenuti gli agenti del VII Gruppo Tuscolano della Polizia Locale di Roma Capitale, che stanno indagando per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente. Il conducente dell’auto è stato sottoposto ai test alcolemici e tossicologici di rito, risultati negativi.
Strade pericolose: Roma capitale della mortalità pedonale
Con questo nuovo decesso, salgono ancora i pedoni uccisi a Roma dall’inizio del 2025, un dato che conferma un trend drammatico. Secondo un recente aggiornamento dell’Osservatorio Pedoni ASAPS-Sapidata, la Capitale detiene un triste primato: da sola, conta più vittime tra i pedoni dell’intera regione Campania, che ne registra 11, nonostante abbia oltre un milione di residenti in più.
Il Lazio, con 20 decessi complessivi, è la regione con il più alto numero di pedoni uccisi, e Roma ne raccoglie più della metà. Un dato allarmante che rafforza l’immagine della città come il luogo più pericoloso d’Italia per i pedoni. La maggior parte degli investimenti mortali è avvenuta proprio mentre le vittime attraversavano regolarmente sulle strisce pedonali.
«Non c’è pace sulle strade - commenta il Movimento Diritti dei Pedoni -. Viviamo in stato di allerta perenne e come se la violenza che ci circonda fosse normale. Quest’uomo poteva essere chiunque di noi, che da un minuto all’altro possiamo non fare ritorno a casa. Le cause sono davanti ai nostri occhi: velocità, distrazione, infrazioni. Vogliamo che le istituzioni siano presenti e diano forza ad azioni sistemiche. Roma è un immenso black point».











