Fermati dalla polizia 3 giornalisti prima dell'azione di Ultima Generazione
- Redazione La Capitale

- 22 mag 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Si tratta di tre giornalisti videoreporter: un freelance, una de Il Fatto Quotidiano, e un altro del Corriere della Sera

Sono stati fermati dalla polizia mentre andavano a documentare l'ultima azione del gruppo di ambientalisti di Ultima Generazione davanti al ministero del Lavoro e identificati sul marciapiede di via XX settembre. Non solo. I professionisti - Massimo Barsoum del Corriere della Sera, Angela Nittoli de Il Fatto Quotidiano e il freelance Roberto Di Matteo - sono stati portati al commissariato Castro Pretorio sulla volante, perquisiti e lasciati nella camera di sicurezza per un'ora e mezza.
Il racconto dei cronisti
«Oggi (giovedì 23 maggio, ndr) il diritto di cronaca, che è un diritto costituzionale, è stato calpestato. Mi è stato impedito di svolgere il mio lavoro. È la prima volta in 15 anni che vengo portato in una cella senza motivo, dopo essermi identificato come giornalista», ha annunciato Di Matteo in un video pubblicato sul suo profilo X e ricondiviso dalla pagina di Ultima Generazione. Gli attivisti per l'ambiente hanno anche lanciato una petizione «contro la criminalizzazione dei giornalisti».
Poi il racconto dell'episodio: «Abbiamo dato i documenti, i tesserini da giornalisti, e siamo stati portati in questura. Ci è stato impedito l'uso dei cellulari e siamo stati messi in una cella in attesa che fosse verificata la nostra identità. Quando ci hanno dato il verbale, era un verbale incompleto perché non veniva menzionata la perquisizione. Questo, in qualche modo, mi fa anche avere paura per il futuro». La questura, dal canto suo, ha smentito il fatto che i tre cronisti si fossero identificati come giornalisti.
La dichiarazione del presidente dell'Ordine dei Giornalisti
Sulla questione è intervenuto anche Carlo Bartoli, presidente dell'OdG nazionale. «Lo scorso 10 maggio - ha fatto sapere - siamo stati ricevuti dal ministro dell’Interno Piantedosi che ci ha dato ampia assicurazione sulla tutela dei giornalisti nello svolgimento del loro lavoro nel pieno rispetto del diritto di cronaca. Era accaduto nei giorni precedenti che colleghi erano stati fermati dalla polizia e portati in commissariato a Padova e a Messina. Adesso la storia si ripete a Roma».
Infine Bartoli specificato: «Lo ribadiamo con fermezza: i giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine e muniti di tessera professionale hanno non solo il diritto, ma il dovere di seguire i fatti di cronaca e il loro lavoro non può essere interrotto senza validi e fondati motivi dalle Forze dell’ordine. Non vorremmo che il fermo dei cronisti diventi una prassi. È incostituzionale e lesivo della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati».











