Ecomafia: negli ultimi 30 anni il Lazio è al 5° posto con 66.650 reati, secondo il report Legambiente
- Redazione La Capitale

- 5 dic 2024
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Il presidente di Legambiente Scacchi ha spiegato come in questi 30 anni, l’aggressione delle ecoreati è stata incessante anche nel Lazio, con conseguenze sanitarie, economiche e ambientali che paghiamo e pagheremo a lungo

Per i 30 anni dalla presentazione del primo Rapporto Ecomafia della storia, Legambiente torna alla Scuola Ufficiali di Roma dove fu presentato il primo rapporto il 5 dicembre del 1994 e mette insieme i numeri di tutti i report che anno dopo anno sono stati prodotti in collaborazione con tutte le forze dell’ordine.
Il Lazio è la quinta peggior regione, subito dopo le 4 a tradizionale presenza mafiosa, per numero totale di ecoreati in questi 30 anni: sono stati complessivamente 66.650 i reati ambientali nel territorio laziale, 1 ogni 4 ore, l’8,5 per cento di tutti quelli perpetrati in Italia. Sempre nella regione, gli ecoreati legati ad abusivismo edilizio e cemento illegale sono stati 18.115 (il 9,2 per cento rispetto al dato nazionale) e quelli riguardanti il ciclo di illecito dei rifiuti, 9.989 (il 7,4 per cento rispetto al dato nazionale).
«In questi trent’anni, l’aggressione delle Ecomafie è stata incessante anche nel Lazio - ha sottolienato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - con numeri di reati davvero impressionanti cresciuti di anno in anno, in particolare modo di abusivismo edilizio e smaltimento illecito dei rifiuti. Lo vediamo - continua Sacchi -, con le ferite profonde inferte al territorio, con discariche abusive, roghi, consumo di suolo spregiudicato anche in aree a rischio, inquinamento di terreni, falde, sistema idrico e dell’aria».
Le conseguenze sanitarie, economiche e ambientali «le paghiamo e le pagheremo tutti per decenni - puntualizza Roberto Sacchi -, ed è per questi motivi che, in nome del popolo inquinato, la nostra associazione continuerà ad impegnarci insieme a tutte le Forze dell’Ordine, con le quali oggi abbiamo rinnovato questo impegno, e agli avvocati del nostro Centro di Azione Giuridica. Rivolgiamo questi numeri all’istituzione regionale e a tutte le realtà locali, perché salga l’attenzione sulla legalità e aumentino le politiche, per contrastare una gravissima piaga che nel Lazio ha già funestato già troppi territori».






