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Arrestato Carlo Bravi, medico indagato per la morte di una donna: operava in casa tra scarpe e sporcizia

  • Immagine del redattore:  Redazione La Capitale
    Redazione La Capitale
  • 22 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Carlo Bravi operava nonostante la sospensione: blitz dei Nas durante un’otoplastica in un appartamento al Quadraro

carabinieri bravi
L'appartamento in cui operava il dr. Bravi

È stato arrestato a Roma mentre effettuava un intervento estetico abusivo in un’abitazione privata: Carlo Bravi, medico già sospeso dall’Ordine e indagato per omicidio colposo, è finito ai domiciliari dopo essere stato sorpreso dai Carabinieri del NAS di Roma durante una delicata operazione di otoplastica su una giovane cittadina sudamericana.

Bravi era stato sospeso dalla professione medica dopo essere finito sotto inchiesta per la morte di Simonetta Kalfus, 62 anni, deceduta nel marzo scorso all’ospedale Grassi di Ostia a seguito delle gravi complicazioni di una liposuzione eseguita dallo stesso medico. Nonostante il divieto di esercitare, l’uomo ha continuato ad operare clandestinamente, trasformando abitazioni private in sale operatorie improvvisate.


Operava in condizioni igieniche precarie: interventi di Bravi su lettini da massaggio tra vestiti e cani

L’appartamento dove Bravi è stato sorpreso si trova in zona Quadraro, ed è abitato da cittadini sudamericani. I militari lo hanno trovato in pieno intervento, assistito da un’infermiera in pensione, anch’essa denunciata. La stanza adibita a sala operatoria era in realtà una camera da letto, dove erano presenti vestiti sparsi, sporcizia e due cani che circolavano liberamente.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, la giovane paziente sudamericana era già stata sottoposta alla somministrazione di anestetico locale, ed era distesa su un lettino per massaggi, al momento del blitz.


Indagini in corso: possibile serie di altri interventi illegali

I Carabinieri del NAS stavano monitorando gli spostamenti di Bravi da tempo, e sono riusciti a localizzare l’appartamento dove è stato effettuato l’ultimo intervento. Gli inquirenti non escludono che il medico possa aver effettuato altre operazioni chirurgiche dopo la sospensione, in diverse abitazioni private, potenzialmente mettendo a rischio la salute di altri pazienti.

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