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Amar Kudin, il ricordo dei compagni di squadra: «Ciao Vecio, grazie per quello che ci hai insegnato»

  • Immagine del redattore: Anita Armenise
    Anita Armenise
  • 18 nov 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 19 nov 2024

Amar Kudin, il poliziotto morto nel tragico impatto tra volanti in via di Torrevecchia, aveva salutato la sua squadra ieri sera, con un sorriso, dopo una faticosa trasferta a Livorno

Amar Kudin con la divisa del Civitavecchia Rugby
Amar Kudin con la divisa del Civitavecchia Rugby

«Ciao Vecio». Si erano salutati ieri sera, con un sorriso, dopo una faticosa trasferta a Livorno. E oggi i compagni di squadra del Civitavecchia Rugby piangono Amar Kudin, il giovane poliziotto morto a 32 anni nel drammatico incidente che ha coinvolto due volanti in via di Torrevecchia. Un ragazzo che nella vita è riuscito a conciliare la passione per il rugby e il servizio nel corpo. Dopo essersi salutato con i compagni di squadra Amar aveva infatti iniziato il suo turno in polizia.


«Noi scherzavamo sempre sul fatto che a 32 anni riuscisse a giocare e lavorare - racconta a la Capitale Jason Alegiani, compagno di squadra di Amar Kudin -. Ne parlavamo proprio ieri sera, a proposito del fatto che dopo la partita lui avrebbe dovuto attaccare. Faceva la notte. Il pensiero di averlo visto poco ore fa, mi sembra un sogno, non riesco a realizzare» conclude con dolore.


La notizia è arrivata a Jason Alegiani la mattina presto, intorno alle 7.30. Lo ha chiamato un suo amico: «Casualità anche lui ex rugbista, che ora fa il poliziotto».


La passione di Amar Kudin per il rugby

«Io non riesco proprio a smettere, è una cosa che mi piace così tanto!», ripeteva spesso Amar, ruolo di "tallonatore", ai suoi compagni, incalzato dalle domande sulla fatica e sugli sforzi necessari per riuscire a dividersi con serietà tra gli allenamenti e il Corpo.

Amar era arrivato al Civitavecchia Rugby a settembre, ed in poco tempo era riuscito a fare gruppo. «In pochi mesi, grazie ad Amar, siamo diventati una famiglia. Nonostante fossimo totali sconosciuti» racconta Jason.


Adesso sono tantissimi i saluti commossi per il rugbista originario di Treviso: «Un giocatore di grande esperienza, stimatissimo da tutti, era diventato una pedina fondamentale del "roster" biancorosso. Ci stringiamo intorno a lui e alla sua famiglia», scrive il Civitavecchia Rugby, club dove Amar giocava da settembre.


«L'ultima frase che ci ha detto dopo la partita a Livorno», dove i ragazzi hanno perso subendo 40 punti, è stata «se sbagliamo, la responsabilità è mia al 50 per cento. Voi tenetevi il resto».

Amar veniva da una categoria superiore, giocava a livelli alti, e aveva un forte senso di responsabilità nei confronti della squadra che ora gli dedica tutto il proprio amore: «Sei sempre stato un esempio, fiero e grato di averti conosciuto».

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